Un sontuoso arcipelago lontano da tutto, da sempre crocevia di viaggiatori e lupi di mare. Qui le balene sono da sempre protagoniste, anche loro malgrado.
Una zattera naturale per avventurieri di mezzo mondo
Una zattera fiorita in mezzo all’Atlantico. Questa è l’immagine che oggi come ieri rimane impressa delle nove isole vulcaniche che formano l’arcipelago delle Azzorre. Ultimo baluardo d’Europa prima del Nord America, le Azzorre si stagliano a circa 1.360 km a ovest della costa del Portogallo – circa 1.925 km a sud-est del Canada – e da sempre hanno rappresentato uno scalo fondamentale per avventurieri, emigranti e fuggitivi di ogni sorta. La testimonianza del loro passaggio è lasciata dai disegni che colorano le banchine della marina di Horta, sull’isola di Faial, una tradizione che oggi si rinnova soprattutto grazie al contributo “artistico” dei grandi viaggiatori in solitaria.
Faial, detta anche l’Isola Azzurra per l’enorme quantità di ortensie che la decorano, è stata anche il punto di scalo dei primi voli transatlantici e il luogo di smistamento dei cavi del telegrafo che consentivano a Europa e Nord America di comunicare. Da sempre porto di transito, il suo spirito è ben racchiuso anche dal principale luogo di appuntamento dei marinai e dei velisti del Nord Atlantico: il Café Sport di Peter (come fu ribattezzato amichevolmente José, il padre dell’attuale proprietario, da un ufficiale della nave Lusitania rifugiatasi nel porto di Horta dopo essere stata danneggiata da una bomba di profondità). Qui non solo si respira lo spirito che ha condotto migliaia di avventurieri per cielo e per mare in centinaia d’anni, ma si beve quello che viene considerato il miglior gin del Nord Atlantico.

Il paradiso del whale watching
Il Café Sport ospita anche la più grande collezione al mondo di scrimshaw, le incisioni su ossa di balena che ben testimoniano quella che è stata la principale attività che per secoli ha sostentato la popolazione locale: la caccia alle balene. Nelle acque delle Azzorre, e in particolare in quelle ricche di plancton comprese tra le tre isole principali dell’arcipelago, Faial, Pico e São Jorge, si danno appuntamento, infatti, un terzo dell’ottantina di specie di balene e delfini esistenti al mondo. L’attività tradizionale è stata in particolare la caccia al capodoglio, come racconta la Stazione delle Balene di Porto Pim, ovvero l’ex fabbrica dove venivano lavorate le carni delle balene ed estratto l’olio per lubrificare i macchinari e alimentare le lampade per l’illuminazione.
La relazione simbiotica tra queste isole e le balene la si può cogliere anche visitando a Pico la collezione del Professor Malcom Clarke, il famoso biologo marino inglese che passò gran parte della sua vita in un piccolo villaggio della costa meridionale dell’isola. Fino alla sua morte, avvenuta nel 2013, il Museo “Cachalote e Lula”, che racconta le ricerche sul rapporto tra i capodogli e i calamari giganti, era ospitato nella sua stessa casa e il professore ne era ovviamente il curatore, ma anche il custode e la guida.
Quale che sia l’isola scelta, pur sedotti dal clima, dal mare, dalla natura, dai fiori e dall’atmosfera romanticamente retrò, le Azzorre sono e saranno sempre il paradiso degli amanti del whale watching.
Lasciati sorprendere dai panorami mozzafiato del Portogallo con i nostri viaggi di gruppo nelle Azzorre.
