Calabria
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In viaggio con Beatrice e l’effetto sorpresa Calabria

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Nel 1994 l’allora vicesindaco di Gerace, borgo medioevale in provincia di Reggio Calabria, oggi nominato fra i più bei borghi d’Italia, propone all’unica ragazza iscritta all’Istituto Tecnico Turistico, di fare da guida volontaria del posto. Si chiama Beatrice, ha sedici anni e alle gite di classe per scoprire la sua regione, non ha mai fatto un’assenza. Decide di accettare. Conosce bene la sua terra, passeggiando lungo il Belvedere delle Bombarde, con un punto di avvistamento di sessanta metri sulla costa, le piace immaginare storie di pirati.

Di quei giorni dell’adolescenza ricorda, “Ti sentivi sospesa tra mare, cielo e passato”. E adesso il suo lavoro è proprio questo, portare i turisti tra mare, cielo e passato della Calabria. Un’accompagnatrice nei luoghi del suo cuore.

CIvita

“Sono conosciuta da tutti come quella happiness. Il primo giorno di viaggio, per scherzare, dico a tutti, – So perché siete qui. Perché avete già visto tutta l’Italia”. Lei gli mostra le sorprese dell’altra Italia. Di quell’Italia inaspettata, così inaspettata da diventare sempre altro, “Abbiamo il mare, la montagna, i boschi. In pochi chilometri cambiano la vegetazione, le temperature… e ci si può ritrovare altrove, per esempio in Albania”.

Capo Vaticano

Il vento che sa di mar Ionio s’incanala fra i comignoli di Civita, un paesino abbarbicato su una montagna calcare, nel parco del Pollino, raggiunto nel 1400 da colonie di albanesi e che tutt’ora accoglie la comunità Arbëreshë. Ibrahim Kodra, un pittore albanese, scrisse un giorno, “Io cerco una terra da coltivare, il primo fiore, il primo seme dell’avvenire io cerco”. E lo trovò proprio qui, dove le antiche dimore sono state ribattezzate, in suo onore, le case Kodra. “Sono particolari”, racconta Beatrice, “hanno una vera e propria fisionomia”. Occhi-finestre, bocche-porte, pietra-umana.

CIvita

“Un altro luogo in cui non sembra di essere qui è la Sila, un bosco, una Svizzera. Il suo parco nazionale è il più antico della Calabria ed è diventato patrimonio Unesco dell’Umanità”. Uno dei segreti del suo mestiere è fare gruppo, tenerlo unito, proporgli cose sempre nuove. “A un certo punto dico: apriamo l’angolo del cuoco, e do le ricette dei piatti tipici”. Per lei sono importanti i Bronzi di Riace custoditi nel museo della Magna Grecia a Reggio, ma anche le persone, “Credo sia bello fargli vivere le città, al di là del tour guidato. Così di solito quando andiamo a Reggio Calabria, li lascio liberi, è importante che si relazionino con la gente del posto”. Si cena nella veranda di un ristorante che sembra una barca, immersa nel mare, “Ci sediamo a tavola e vediamo la Sicilia di fronte”, dice Beatrice. Sull’acqua si riflette l’Etna, un miraggio fluttuante, il tramonto del viaggio.

Parco della Sila, Calabria

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